Perché i pedaggi autostradali aumentano ogni anno

Riccorentemente a ogni capodanno parte la polemica sul perché i pedaggi autostradali aumentano ogni anno

Come si è potuto leggere sulla stampa italiana, il primo gennaio il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha aggiornato le tariffe autostradali prevedendo un aumento medio dello 0,6%. Dal momento che l’aumento può sembrare una decisione discrezionale del Governo, occorre fare chiarezza sulle ragioni per cui ogni anno il ministero aggiorna le tariffe.

La gestione delle autostrade è disciplinata da un contratto tra lo Stato e il gestore privato, denominato, “convenzione unica”, introdotta dal d.l. 262/2006. Alla luce di tale contratto, e di eventuali atti aggiuntivi, vanno determinate le obbligazioni e le modalità di verifica delle prestazioni.

La convenzione unica, in applicazione della Deliberazione del Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica (CIPE) n. 39/2007, prevede che ogni cinque anni, il concessionario sottometta un piano di lavori da eseguire sulla base della Convenzione ed un conseguente aumento tariffario. A questo punto il ministero decide quali siano i lavori da inserire nel cronoprogramma e la relativa tariffa sostenibile dagli utenti.

Salvo alcuni casi specifici, non ricadenti nell’ultima riforma del 2006, la formula tariffaria prevede una variazione direttamente proporzionale all’inflazione e al valore dei lavori oltre ad una variazione inversamente proporzionale all’efficienza di gestione, secondo la seguente formula: Var. Tariffa = Var. Inflazione – X (Gestione/efficienza) + K (nuovi lavori).

I lavori inseriti nel cronoprogramma, ai sensi della Delibera CIPE 39/2007, possono essere conteggiati nella variazione tariffaria (K) solo dopo la loro realizzazione. La mancata realizzazione non consente il corrispettivo aumento della tariffa.

Alla fine dell’anno, dunque, ogni concessionario comunica al Ministero i lavori realizzati in modo che per l’anno successivo si determini una tariffa che ne consenta la remunerazione.

Il rischio di gestione, ossia della parte del servizio, è invece connesso al calcolo del parametro X della tariffa che viene aggiornato ogni 5 anni in modo che, al termine del periodo regolatorio vi sia una neutralità economica finanziaria.

Anche il fattore X, pertanto comporta che il Ministero individui un fattore percentuale di adeguamento annuale della tariffa determinato all’inizio di ogni periodo regolatorio, e costante all’interno di esso, in modo tale che, ipotizzando l’assenza di ulteriori investimenti, per il successivo periodo di regolamentazione il valore attualizzato dei ricavi previsti sia pari al valore attualizzato dei costi ammessi, tenuto conto dell’incremento di efficienza conseguibile dai concessionari e scontando gli importi al tasso di congrua remunerazione.

Ricapitolando la tariffa autostradale subisce un aumento annuale determinato da a) la remunerazione dei lavori eseguiti l’anno precedente e b) la remunerazione del servizio di gestione e delle manutenzioni ordinarie.

Il sistema italiano risulta coerente con la Direttiva europea, cosiddetto Eurobollo (Direttiva 1999/62/CE), che prevede al possibilità di stabilire una tariffa per i trasportatori per l’uso delle infrastrutture di trasporto, con l’intento di recuperare i costi di costruzione, manutenzione, riparazione e ambientali, garantire una concorrenza leale e prevenire la discriminazione.

Va segnalato che la possibilità di variazione tariffaria in ragione del tipo di veicolo, di classe ambientale e di orario di utilizzo, promossa dalla direttiva europea, non ha consentito comunque di arrivare ad un sistema uniforme di tariffazione che, tuttavia, pare sia oggetto di studio per una futura proposta di direttiva che armonizzi i pedaggi in tutta Europa.

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